Presentazione istituzionale

Milano, 19 giugno 1997

Il nuovo appuntamento culturale del '97, "I Farnese a Piacenza: il Palazzo e i Fasti", viene presentato nei suoi contenuti di mostra importante, straordinario racconto del quale i Farnese sono protagonisti, visti nei loro ruoli spesso inseriti nella storia d'Italia e d'Europa o negli avvenimenti mondani e familiari. Una galleria di dipinti dovuti agli artisti di corte, dallo Spolverini al Draghi, a Sebastiano Ricci; la vivacità della rappresentazione ha fatto parlare di veri e propri "reportages" seicenteschi di alta qualità.
All'evento espositivo si accompagna l'apertura di Palazzo Farnese: ce ne sono state altre, parziali, a segnare via via il progredire della complessa, difficile operazione di recupero dell'edificio, legata all'impegno ed alla passione di tutti coloro che hanno dato vita e continuità all' "Ente per il restauro e l'utilizzazione di Palazzo Farnese", e agli interventi degli Enti locali, dello Stato, della Regione. Né si possono dimenticare quanti ne hanno arricchito il patrimonio donando opere e collezioni.
Ora Piacenza presenta il suo "Museo in forma di Palazzo", la prestigiosa struttura che, ricevuta in eredità dal passato, entra nel presente e si apre al futuro; così Piacenza, città d'arte, dopo trent'anni di silenzioso lavoro, aggiunge ai suoi luoghi più significativi un complesso monumentale di interesse nazionale e internazionale.

Milano, 19 giugno 1997

Palazzo Farnese è Piacenza, un edificio simbolo i cui problemi sono stati affrontati e risolti con la convergenza delle volontà: dei piacentini e delle espressioni più rappresentative della Regione Emilia Romagna e dello Stato. Si può senz'altro dire che la rinascita è stata voluta e vissuta dai cittadini fin da quando, nell'ormai lontano 1965, nasceva l' Ente per il restauro e l'utilizzazione di Palazzo Farnese, nel quale si riconoscevano l'Ente Provinciale per il Turismo, la Camera di Commercio, il Comune e la Provincia di Piacenza.
Da allora, con il ritmo dei piccoli passi che rappresenta una costante nelle vicende del patrimonio monumentale e artistico italiano, ma con singolare continuità, il restauro è progredito, con una fase decisiva a partire dal 1982, che ha portato alla felice conclusione attuale.
Piacenza ha riacquistato il "suo" Palazzo, adeguato nelle strutture e nella funzionalità che la sua destinazione museale impone; ma ai piacentini e quindi agli amministratori comunali, si pongono ora nuovi traguardi. Non si tratta soltanto di conservare l'imponente complesso farnesiano e visconteo con il suo patrimonio museale: la struttura dovrà "vivere", promuovere cultura, essere elemento di richiamo, provocare ricadute (e non solo d'immagine) sulla città e sul territorio. In questa prospettiva, e contando proprio su Palazzo Farnese oltre che sulle altre realtà che definiscono la sua offerta, Piacenza ha aderito al circuito delle dieci Città d'arte emiliane e lombarde, per ragionare insieme di cultura e di turismo, in vista del coordinamento delle risorse e di una maggiore incisività della proposta.

Milano, 19 giugno 1997

Per la prima volta, dopo il 1736, da quando fu svuotato di tutti i suoi splendori, il Palazzo Farnese di Piacenza tornerà a presentarsi in tutta la sua originale dimensione storica e artistica.(...)
La peculiarità di Palazzo Farnese di Piacenza consiste nel fatto che la metà delle opere esposte in forma museale sono di provenienza farnesiana e sono state ricollocate nelle loro sedi originarie, rimaste intoccate. Nel 1928 giunsero dai depositi di Capodimonte di Napoli 122 dipinti in gran parte appartenenti alla decorazione artistica del Palazzo; nel 1996 son pervenuti altri 26 dipinti, che vanno ad integrare le serie precedenti. Grazie a Capodimonte.(...)
I Fasti (la voce dotta dal latino si è conservata nelle corti principesche del Cinque-Seicento per indicare sontuosità e magnificenza del casato) sono distribuiti sui due piani nobili: nell'appartamento stuccato del duca, cinquanta dipinti, nell'appartamento affrescato della duchessa, quaranta dipinti.(...)
Attorno alla mostra dei Fasti Farnesiani nel Palazzo Farnese sono esposte la Pinacoteca, le raccolte mediovali, le armi antiche, le Carrozze. Anche la Pinacoteca è un fatto inedito e nuovo: per la prima volta saranno presentati cinquanta dipinti in gran parte sconosciuti, che segnano il percorso dell'arte italiana a Piacenza dal 1530 al 1830, a parte il Tondo Botticelli (1483-1485), diventato celebre per le sue forti particolarità tematiche e stilistiche.(...)
In ultima considerazione il Palazzo Farnese con i suoi Fasti e la Pinacoteca si pongono come fatti nuovi per la cultura italiana e internazionale, perchè sono il compimento di un lavoro di sistemazione, ricerca, restauro e di allestimento uscito dopo anni di incubazione.(...)