Il Museo del Risorgimento, ospitato al piano ammezzato dell'ala sud di Palazzo Farnese, fu inaugurato nel 1988 come sezione autonoma.

           I materiali storici raccolti possono essere ricondotti a due periodi fondamentali, il 1848-49 e il 1859-61.

           Nell'insieme la raccolta offre un multiforme repertorio di testi, manifesti, giornali, pubblicistica d'epoca, ma anche divise, armi, ritratti, documenti di varia natura in grado di tracciare un profilo dettagliato dei movimenti risorgimentali piacentini e al tempo stesso di ricreare il clima di tutta un'epoca densa di avvenimenti.

           La documentazione inizia con l'età napoleonica e prosegue con la sovranità di Maria Luigia d'Austria sul Ducato di Parma e Piacenza, i rivolgimenti del 1831 e del '48, quindi con la fusione al Piemonte che valse a Piacenza la definizione di città Primogenita, con il ritorno dei Borboni, fino all'assassinio del duca e al plebiscito definitivo per l'annessione al Regno Sardo.

           Grande attenzione è dedicata ad alcuni protagonisti dell'epoca, tra cui Mazzini e Garibaldi; di rilevante valore la lettera scritta di proprio pugno da Garibaldi, in cui l'eroe ringrazia per una somma donata a favore della marina italiana.