La scelta di costruire a Piacenza una "cittadella", oltre ad un ponte sul Po e a nuove mura, si deve a Galeazzo I Visconti, nel 1325. I lavori furono sospesi dopo breve tempo, a causa delle traversie politico-militari della casata milanese. Essi ripresero con forza e si avviarono a conclusione soprattutto a partire dall'anno 1373, per volere di Galeazzo II, il quale fece edificare sulla stessa area il complesso di fortificazioni sul cui lato orientale sarebbe sorto il Palazzo Farnese così come lo conosciamo oggi: un imponente edificio di gusto tardorinascimentale.I lavori per la costruzione del Palazzo iniziarono nel 1558, in seguito al desiderio espresso da Margherito d'Austria, figlia dell'imperatore Carlo V di Spagna, e dal marito di lei Ottavio Farnese, secondo duca di Parma e Piacenza.
Il primo progetto del palazzo venne steso da Francesco Paciotto da Urbino e il cantiere fu affidato au "maestri murari" Giovanni Bernardo Dalla Valle, Giovanni Lavezzari e Bernardo Panizzari detto il Caramosino. Il 9 dicembre del medesimo anno, il vescovo di Piacenza benedice solennemente la prima pietra dell'edificio.
Un'impronta fondamentale allo stile della costruzione venne data dal celebre architetto Jacopo Barozzi detto "il Vignola", che intorno al 1589 ne prese in mano il progetto modificandone l'alzata; a lui si deve l'attuale profilo della mole grandiosa e incompiuta.
I lavori proseguirono con un andamento, per così dire, a singhiozzo. Il primo intervento, per esempio, proseguì alacremente per una decina d'anni, fino al 1568, quando venne sospeso, sia per mancanza di fondi, sia per l'assenza di una direzione efficiente, e infine per la lontananza di Margherita d'Austria.
E' solo l'inizio di una serie di interrruzioni.
Nel 1568 il ducato passa nelle mani di Alessandro, che nel 1588 riapre il cantiere, dà ulteriore impulso alla costruzione del palazzo, impegno che continua con il successore, il figlio Ranuccio I; tra il 1670 e il 1690 Ranuccio II si adoperò ad ornare le sale con splendide decorazioni e preziosi arredamenti.
La struttura della fabbrica, nella sua metà, venne frattanto completata nel 1602, mentre i muri esterni rimanevano parzialmente privi delle cornici.
Dal 1731, anno in cui muore l'ultimo duca della dinastia farnesiana, inizia per il palazzo una lunghissima fase di decadenza, caratterizzata da spogliazioni, saccheggi, e occupazioni militari e civili.
Soltanto dal 1909 e, in maniera più seria, dagli anni sessanta associazioni ed Enti piacentini si adoperarono per la risistemazione ed il recupero della preziosa opera; nel corso degli anni vennero restaurate numerose sale, nelle quali sono stati collocati un'importante Pinacoteca, la mostra dei Fasti Farnesiani, il Museo Risorgimentale, la sezione medievale, le preziose collezioni di Armi antiche e Carrozze, e la ricca raccolta di Affreschi, Sculture, Epigrafi, Maioliche e Vetri, oltre all'Archivio di Stato.
Dopo un trentennio di restauri, l'apertura del grandioso cancello in ferro battuto del 1675, riportante lo stemma farnesiano, simboleggia l'apertura definitiva al pubblico del Palazzo Farnese, che riappare quest'anno nel suo spledore e nella sua funzionalità.
Si deve aggiungere che l'ambizioso progetto voluto dal Comune prevede il pieno recupero della Cittadella viscontea, che si compirà con l'apertura della sezione archeologica, l'ordinamento di altre raccolte e l'utilizzazione di alcune sale del palazzo per lo svolgimento di numerose iniziative e manifestazioni culturali.
* Le immagini raffigurano: disegni preparatori del Vignola per la costruzione di Palazzo Farnese.
