Carretto Siciliano (metà sec. XIX) donato dal Dr. Massimo Massoni nel 1994 è di splendida fattura e si pone come particolare termine di paragone con i veicoli finora incontrati. Questo era il mezzo di uso personale per il trasporto delle persone, tra cui il conduttore era seduto su un'asse posta fra le due sponde; era trainato da un cavallo o da un mulo ed era adatto alle strade non agevoli o alle mulattiere siciliane. Non possiede nessun tipo di comodità (cassa, molleggio, ecc.), ma riporta una decorazione artistica di straordinaria piacevolezza ripresa dalla tradizione barocca: intagli geometrici e zoomorfi su tutti i profili in legno del carro e delle ruote, dipinti di verdi, rossi, gialli.
Sulla traversa posteriore riporta un intaglio rappresentante il duello tra Enzo e Alì (SFIDA DI ENZO E ALI), a cui fanno richiamo le sagome di burattini in ferro battuto della parte retrostante, che amplificano la tradizione epica siciliana con una manifattura di alta tradizione.
Sulle sponde laterali sono dipinte tre scene di opere di Giuseppe Verdi, con i protagonisti nei momenti cruciali Rigoletto, Trovatore, Traviata Loengrin. E' intagliata sulla traversa centrale l'appartenenza o la marca: "FRATELLI PATTI - PALAGONIA"; pił sotto "PITTATO IN MILITELLO LI 10,6, ...83".
Insomma la decorazione artistica è tanto aggraziata e discendente dalla tradizione barocca siciliana, quanto impensabile e introvabile sulle compassate, comode e moderne carrozze degli stati centro settentrionali.
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