Tiburzio Passerotti La Madonna porge il bambino a San Francesco inginocchiato; alle sue spalle sono Santa Caterina, agevolmente riconoscibile per la ruota del martirio e la palma tenuta nella mano destra, e verosimilmente Sant'Anna, a giudicare dalla tarda età e dal gesto confidenziale della mano che gira attorno alla spalla del bambino. La difficile identificazione del santo cavaliere con l'ostensorio preclude la conoscenza di un indizio forse utile a formulare ipotesi circa l'area di destinazione dell'opera. Per quanto non si conosca la collocazione originaria del dipinto, se ne può comunque supporre una verosimile destinazione extra-bolognese, non essendo identificabile tra le opere ricordate dalle guide antiche nelle chiese del capoluogo emiliano. L'opera verrebbe allora a documentare ulteriormente il successo dell'artista in luoghi diversi da quelli della sua originaria formazione aprendo forse un capitolo farnesiano che andrebbe ad aggiungersi alle fortune riscosse in area estense.
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