Fiera di cavalli G. Cristoforo Storer
Fiera di cavalli
II metà XVII secolo, olio su tela, cm 120,5x205

Il dipindo rappresenta S. Girolamo che interrompe di scrivere sul libro e si volge verso un angelo che tiene una tromba in segno di glorificazione; in alto a destra, si scorge una vivace testa di leone, attributo dei dottori della chiesa come segno di forza. Questa versione è piuttosto inconsueta, perchè presenta il saqnto volitivo ed energetico, non emancipato e penitente, senza la tipica connotazione cardinalizia dell'epoca rinascimentale. All'efebico e manieristico volto dell'angelo sono di forte contrasto gli elementi barocchi della pronunciata torsione del santo seduto allo scrittoio, espressa dal volto in scorcio con barba canuta, dalla potente anatomia del busto e del braccio, dal movimentato torcersi della veste e dalla pergamena srotolata in basso a destra. L'effetto cercato è dunque quello di un soggetto sacro, potentemente realistico ed insieme autorevole, per esaltare la necessità dell'intervento divino nell'opera dell'uomo e la devozione esemplare del santo.

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