Agar e Ismaele Sacrificio di Isacco ROBERTO DE LONGE (?)

Agar e Ismaele
olio su tela, cm 215,5x94,5

Sacrificio di Isacco
1700-1710, olio su tela, cm 215,5x95

I due dipinti si corrispondono per il formato accentualmente allungato, per le dimensioni e per i caratteri stilistici, tanto da costituire due pendants. Anche i temi prescelti, entrambi tratti dal Vecchio Testamento e più precisamente dalla Genesi, presentano particolari affinità. Vi è raffigurata l'apparizione improvvisa di un angelo il cui intervento salva un giovane dalla morte sicura. Nel primo, Agar, abbandonata da Abramo e cacciata da casa, è destinata a soccombere nel deserto insieme al figlio Ismaele, già esanime, ma l'angelo interviene ad indicarle una fontana. Nell'altro, invece, l'angelo blocca il braccio di Abramo che, ubbidendo ad un ordine divino, sta immolando il figlio Isacco. I due dipinti non sono ricordati dalle guide della città e sono privi di tradizione attributiva. Le forme tornite e levigate ricordano i modelli di Carlo Cignani, ben noti nel ducato farnesiano sia per i celebri affreschi del Palazzo del Giardino di Parma sia per la tela dell'Immacolata, eseguita per Piacenza ed uscita dalla bottega del maestro bolognese, ma risentono anche della retorica classicistica del genovese Domenico Piola, altra presenza significativa nel ducato farnesiano specie a Piacenza.

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