Gaspare LandiLa composizione, nei gesti e nelle espressioni, sembra a prima vista derivare dalla "Cena" di Leonardo, liberamente decostruita e riaggregata intorno alla sigla ottagonale del pavimento, nello schema arcaistico-purista di un'esedra umana contro le quinte colonnari del ricetto del Tempio. Alcune "teste di carattere" sono di grande intensità, altre, come sovente nel Landi, introspettive e grevi. Le connotazioni più interessanti dell'opera, sono la sua spartana nudità di sentimento e l'estrema semplicità, il senso del sacro naturalizzato, che la collocano a monte dell'incipiente gusto purista.
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